Forse è possibile dare un volto ai torturatori.

Di Marco Sacchi, 19-11-2006

(quelle in rosso sono correzioni redazionali)

 

   In un libro recente di Camillo Arcuri Sragione di Stato Parla il braccio destro di Dalla Chiesa. Deviazioni, intrighi e complotti di passato ma chiuso. Dalla P2 agli ultimi scandali Sismi e Telecom. Editore BUR. Prima edizione ottobre 2006, nel capitolo 12 La frantumazione del sindacato di polizia e le tante emergenze che hanno minato, in vuoto politico, la riforma dell’81. dall’esecuzione di un italiano alla Gladio parallela del Dssa si  parla della Dssa: polizia parallela operante “ufficialmente” su più fronti: monitoraggio degli ambienti extracomunitari (pedinamenti, sorveglianza, identificazione fotografica) per individuare estremisti islamici, caccia ai militanti o ex militanti sella sinistra rivoluzionaria latitanti all’estero (come Cesare Battisti) fino ad arrivare ad occuparsi della protezione del Papa.

   A capo di questo servizio, è Gaetano Saya, fondatore del nuovo MSI. Si dichiara agente coperto  e lo quando lo arrestano a Firenze per associazione a delinquere, rifiuta di rispondere all’interrogatorio per non tradire <il segreto Nato>. Infatti, tra il <personale professionista fidato e selezionato> vantato dal Dssa, proviene da Gladio e soprattutto dalle forze dall’ordine, agenti in servizio o da poco in congedo.

   La fretta in cui il ministro degli Interni ha annunciato da Roma che era stata liquidata una <banda di pataccari>, tradiva le reali intenzioni di coprire tutto.  Risulta che gli uomini della Dssa avevano le <chiavi> per entrare liberamente nel centro elaborazione del Viminale, oltre a disporre di placche e pass che davano loro libero accesso in questura come in altre sedi, usando auto di servizio. Non solo: il materiale illustrativo della Dssa circolava liberamente all’interno dei vari corpi, dove avveniva il reclutamento, specialmente tra i Gom della penitenziaria.

   Obiettivo della Dssa era quello di formare un Nucleo interforze di polizia, capace di riunire in un’unica struttura paramilitare, fuori dal controllo  dello Stato, la nebulosa delle varie milizie che si ispirano al razzismo padano o al fascismo. A questa costituenda formazione sarebbero riconducibili il Corpo politico destra nazionale che aveva come coordinatore Stefano Sacconi; le Giacche verdi Lombardia – Volontari a cavallo per la protezione civile e ambientale; e la stessa Unione nazionale forze di polizia, sindacato creato a Milano da un ispettore  di polizia vicino all’estrema destra.  Ora, il NUCLEO INTERFORZE ESISTE: vicino a Termini c’è la caserma di Castro Pretorio dell’esercito, all’entrata c’è la targa INTERFORZE, che non è una struttura solo dell’esercito ma della polizia e dell’esercito. Quindi c’è uno scambio tra esercito e polizia.

  La DSSA è dunque un’organizzazione che interviene all’interno e all’estero.

   Quest’organizzazione potrebbe essere, su commissione di forze che non vogliono emergere, ad occuparsi del lavoro sporco di tortura di Paolo adesso che è fuori e di tutte le altre vittime.

 

Gladio carceraria

 

   Come dicevo prima sopra, la Dssa tra i corpi dello stato dove reclutava c’erano i GOM e questi assieme la mala fascista, ovvero le componenti mafiose-malavitose sorte nuovamente come filiazione esterne dei pentiti e delle polizie che li controllano; componenti sarde fasciste, componenti napoletane ex nuova famiglia e non solo, componenti romane legate ai NAR e alla banda della Magliana, la Nuova Corona Unita pugliese, componenti calabresi soprattutto del cosentino, del catanzarese, della Locride, la mafia vincente siciliana e quella emergente (Catania, gela ecc.), ex mala torinese, la mafia fascista milanese, le componenti mafiose rumene, albanesi, kosovare, le componenti multinazionali legate all’Egitto e alla Colombia, nessuna di queste componenti si preoccupa più di fare la guerra ai pentiti   perché è pericoloso, in quanto può ostacolare i loro affari; tutte le componenti prediligono i mezzi soft rispetto agli omicidi; esempio i racket per far chiudere un’attività commerciale che non si “adegua” per poi in seguito impossessarsi dei suoi beni.  Questa Gladio carcerario nasce dalla logica delle estorsioni; una volta i boss esercitavano le estorsioni al telefono dalla galera, adesso lo fanno, e in cambio vendono qualcuno dentro o fanno prendere qualcun altro, usando la rete satellitare intercarceraria e i mezzi tecnologici nuovi (microchip ecc.).

  Paolo aveva intuito parecchie cose di questa situazione, e perciò inizia la tortura  e cosa tremenda (alle spalle di Paolo) c’è una convergenza parallela tra apparati e detenuti rivoluzionari per gestire la situazione di Paolo in termini di follia, irresponsabilità ecc.

   In seguito viene quella  che si potrebbe definire “operazione Sacchetti” come tentativo di provocazione rispetto a Paolo e di una possibile infiltrazione rispetto al movimento rivoluzionario e antagonista (volantino della primavera 2001 che qualifica Sacchetti come compagno) (nota 1°).   Sacchetti ex carabiniere che ha lavorato in una centrale radio della NATO sui monti berici, (nota 2°) potrebbe essere un elemento di connessione tra i Ros di Ganzer (specialisti in attività sporche) e la mafia fascista del Veneto  (nota 3°). Sacchetti, citava spesso un prete giustiziato dai maoisti in Perù, Paolo era noto il suo impegno per il Perù e Ganzer dava la protezione al narcotrafico con le Ande. Nota 4°). In sostanza Paolo, si è trovato a scontrarsi con una struttura Gladio che opera in carcere (ma anche all’esterno). Egli portando avanti nelle diverse situazioni carcerarie momenti di lotta dei proletari prigionieri (in autonomia rispetto alle varie mafie), esprimendo una  posizione politica (il maoismo) che non era in linea con quello che è maggioritario tra i prigionieri rivoluzionari, rischiando di rompere equilibri interni alle varie situazioni carcerarie (nota 5°) e faceva un lavoro di solidarietà con la Guerra Popolare in Perù rompendo la cappa di silenzio voluto contro questa guerra popolare.

 

I DIVERSI APPARATI DELLA CONTRORIVOLUZIONE PREVENTIVA

 

   Ci sono parte di questi ROS, parte dei GOM, ecc. che si potrebbero definire di destra, poiché puntano ad una sorta di soluzione finale rispetto al movimento rivoluzionario (a partire dai rivoluzionari prigionieri) altri come magistratura, parte della polizia attraverso dissociati puntano al recupero/riciclaggio dei singoli compagni del movimento rivoluzionario (a partire ovviamente dei prigionieri).

   Molto probabilmente mentre in carcere a gestire questa situazione di tortura era la Gladio carceraria, fuori è la struttura di “sinistra” a gestire la situazione di Paolo. Struttura che a livello ufficiale passa attraverso i verdi, radio sherwood – sinistra istituzionale. E’ un caso che un dissociato come  Del Bello lavora adesso al Ministero dell’Interno, peraltro di un sottosegretario eletto come PRC proprio della zona dove abita Paolo, è un caso che un ex-PL, compagno di dissociazione negli anni ‘80 di un detenuto biellese acquisito, sia segretario della Camera dei deputati ? Quali professionalità può avere se non il recupero/riciclaggio del movimento rivoluzionario e antagonista.

    Molto probabilmente Paolo era ed è tuttora  un rischio per i progetti d'inciucio anche perché il Veneto e Venezia sono sperimentalmente più “avanti” nella collocazione sociale – politica dei pentiti. In questo senso i consiglieri veneziani del P.R.C. coprono personaggi come Savasta, Del Bello (diventato anche segretario della federazione veneziana del P.R.C.) e personaggi simili sono parte di una congiura degli ex lottarmatisti con la sinistra borghese (PRC, Verdi, sinistra DS, PdCI) per riciclare i prigionieri rivoluzionari  con il fine di farli diventare strumenti della pace sociale, poiché quello che realmente si chiede a loro non è tanto il dissociarsi da un’organizzazione comunista combattente o da una forma di lotta bensì dalla lotta di classe del proletario, di far separare la loro lotta da quella del proletariato, di considerarsi un ceto politico che tratta con altri ceti politici  (nota 6°).

  

 

CONCLUSIONI PROVVISORIE

 

   Paolo si è trovato e si trova tuttora contro gli strumenti della controrivoluzione preventiva, finalizzate a secondo delle situazioni sia al suo annientamento fisico e cerebrale (versione di destra) sia al suo recupero/riciclaggio (versione di sinistra).

   Perciò bisogna avere chiaro che lottare contro la tortura elettronica significa lottare contro uno degli aspetti più avanzati, peraltro illegali anticostituzionali e violazione gravissima di ogni convenzione internazionale, che la controrivoluzione preventiva ha assunto nelle metropoli imperialiste. Che chi copre a sinistra la tortura elettronica è strumento/complice della controrivoluzione in quanto lavoro per la pace sociale.

   La risposta sta nell’organizzazione proletaria, in un Fronte che unisca la lotta della classe operaia (compresi i sindacati di base che operano nel terreno di classe) e quello sociale delle varie realtà proletarie e popolari che operano veni vari ambiti della realtà sociale (casa, sanità, carcerarario ecc.). Fronte che operi anche sul piano della tortura elettronica.

In pratica se una volta gli organismi di massa avevano (e anno ancora adesso) il compito di intervento politico nelle varie situazioni di lavoro e nel sociale in genere con assemblee, riunioni, formare comitati, creare organizzazione, manifestazioni, assemblee plenarie, coordinamenti, presidi, picchetti, spazzolate, occupazioni, autodifesa, antifascismo militante, ronde ecc., utilizzano volantini, giornali, manifesti striscioni, radio; creando rapporti con radio, giornali quotidiani, avvocati e attraverso essi con magistrati democratici. Oggi questi organismi di massa devono avere come compito: l’organizzazione di autodifesa elettronica  e creare dei centri di difesa per persone attaccate elettronicamente.

 

 

NOTE

 

1° Paolo ha un ricordo (che è anche una denuncia) molto pesante, nell’aprile 2001 dopo la circolazione del volantino che spaccia Sacchetti (assieme ad Aldo Giuseppe un conclamato collaboratore di giustizia) come compagno (grazie anche la protezione di un detenuto politico), comincia la tortura dopo che gli apparati carcerari si accorgono che Paolo ha in mente un aggressione pesante contro Sacchetti. Cose che si sanno, in quanto Paolo le rivendica, ma non viene denunciato. Come mai? Aspettavano l’aggressione a Sacchetti per poi spedirlo in qualche reparto psichiatrico così finalmente si esplicita in maniera chiara che Dorigo è un pazzo?

 

2° Negli U.S.A. ci sono stati studi come il Progetto pandora sugli effetti delle microonde allo scopo di condizionare le azioni di un individuo. La NSA dispone d’attrezzature elettroniche che analizzano a distanza l’attività elettrica degli esseri umani, la loro mappatura del cervello generata dal computer può controllare in continuazione tutte le attività elettriche.

Perciò il lavoro come carabiniere del Sacchetti in un centro radio non potrebbe essere una coincidenza rispetto alle vicende di Paolo.

 Su questi argomenti: Rivista Nexus (ed. italiana) dell’agosto del ’96; sito www.disinformazione.it.

3° Fa pensare a strutture come i Nuclei di Difesa dello Stato, struttura degli anni ’60 dove c’erano militari, civili (fascisti di Ordine Nuovo) e servizi segreti italiani e U.S.A. (collegati con le basi presenti nel Veneto) o la Rosa dei venti.

  Nella controinchiesta di Paolo come esempio uno schema illustrativo delle connessioni della banda Maniero affiliata alla mafia siciliana e turca ed ai servizi americani tramite il SISMI ed ufficiali ROS, alla questura veneziana e della responsabilità di maniero alla liquidazione di altre bande di rapinatori che davano fastidio nel territorio con spiate mirate che servivano ad ucciderne i membri da parte della polizia.

4° Coincidenza ad Opera, ci furono le provocazioni avvenute tramite un narcotraficante arrestato per traffico con il Perù.

5° Potrebbe, essere, da parte dei compagni biellesi, motivi di opportunismo carcerario (del tipo se rompiamo troppo le scatole chi sa cosa potrebbe succederci) oppure settarismo politico (antimaoismo e presunta superiorità della guerriglia metropolitana – mito della RAF – visione eurocentrica, vedere la contraddizione est/ovest (trascurando il revisionismo presente nei paesi dell’est) e non quella tra imperialismo e popoli oppressi. Si potrebbe parlare di una LOD carceraria in quanto non sostenere lotte e denunce autonome dalla mafie presenti e non riconoscere il revisionismo come un avversario (agenti della borghesia all’interno del movimento comunista, che combatte la bandiera rossa con la bandiera rossa), significa  (al di là delle intenzioni) cascare in posizioni opportuniste e liquidazioniste.

6° Operazione puerile di una visione idealistica della realtà, poiché il proletariato non potrà mai dissociarsi dalle proprie condizioni di classe.