I falsi rivoluzionari generalizzano le
critiche alle categorie sociali.
Demonizzano, non meno dei nazisti,
coloro che sfuggono alla loro “egemonia”.
Scopiazzano i revisionisti come
Togliatti, pur negando di esserne figlioli.
I falsi rivoluzionari odiano la bellezza negli altri e dicono di essere
contro il narcisismo
Perché il loro narcisismo è camuffato dal loro
compiacimento
Nel colore nero, assenza totale di luce
Avviene di notte
Ed invece la loro confusione
E la rivoluzione
Non amano la bellezza
E travisano le cose
Generalizzando per esempio
Che gli artisti non son cambiati
Negli ultimi 100 anni (1863-1963)
fan buono quell’idealista di Proudhon,
smerdato dai fatti e da Marx stesso,
e diffondono l’ “Idea” anarchica come
fosse un Vangelo, e magari si camuffano
da comunisti, da collettivisti, da
gruppo sociale,
mentre di fatto, negando agli artisti
rivoluzionari
la propria natura ed essenza,
si dimostrano solo ed esclusivamente
dei fascisti malriusciti